“Andà a pestà el coo in sant’Ustorg”. Il Santo del mal di testa, ovvero “andare a picchiare la testa in Sant’Eustorgio”. Per spiegare come si arrivò a questo detto, dobbiamo fare riferimento a Pietro da Verona. Nel 1251 Papa Innocenzo IV, lo nominò inquisitore per le città di Milano e Como. Nel 1252 viene assassinato da alcuni sicari nella foresta di Seveso mentre si stava recando a piedi da Como a Milano. Questa è la storia, veniamo ora alla leggenda.

Rivestendo il ruolo di inquisitore si procurò molti nemici, di cui due di questi lo uccisero con una pugnalata al petto e un colpo di roncola. Da questo fatto lo si raffigura iconograficamente con un pugnale nel petto e una lama che gli trafigge la testa. La sua sepoltura avvenne nella basilica di sant’Eustorgio e Giovanni Visconti, l’allora arcivescovo, pensò bene di staccarne la testa e custodirla nella sua casa. Dopo alcuni giorni all’arcivescovo cominciò ad essere afflitto da emicranie forti e continue, cui neppure i medici seppero dare una spiegazione. Il Visconti alla fine si convinse che il tutto era dovuto al fatto che aveva staccato la testa del domenicano, per cui la prese e la portò presso l’arca di marmo dov’era il resto del corpo.

Immediatamente il mal di testa sparì. La notizia si sparse in un baleno per la città e da subito il santo fu proclamato protettore delle emicranie.

A questo punto, per chi soffre di questo fastidioso malessere non rimane che recarsi alla basilica e “pestà el coo in Sant’Ustorg”, ossia andare vicino all’arca che custodisce il corpo del santo e dare una testata – o anche passare un fazzoletto sulla lapide e avvolgersi la testa – e aspettare che la richiesta sia esaudita.

Bisognerebbe “pestà el coo” il 29 Di Aprile, giorno in cui si festeggia il Santo per vincere l’emicrania. Succederà davvero? Basta provarci, in fondo non costa poi così tanto.

Luca Mirandola
Luca Mirandola

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