È giunto qui il momento di parlare del nome. Perché si chiama “dell’ovo”?
Il poeta-mago Virgilio, secondo la leggenda, avrebbe nascosto un uovo magico nei sotterranei segreti del castello. L’uovo era a sua volta racchiuso in una gabbia di ferro, appeso al soffitto. Da quest’uovo sarebbero dipese le sorti e l’integrità sia del castello che della città stessa, con l’avvento di catastrofi portate dalla rottura del suddetto uovo. Chiaramente l’uovo “magico” non è mai stato ritrovato, ma si narra che dopo il terremoto del 1370 i partenopei gridarono alla tragedia perché temevano che l’uovo era andato distrutto. Per tali motivi, la regina Giovanna subito ordinò la ricostruzione del castello rassicurando i napoletani che un nuovo uovo era stato riposto nelle segrete del castello.
Prima gli aragonesi e gli angioini poi, eressero diverse torri e ponti levatoi nel corso dei secoli.
Dal XVIII secolo il castello smise di essere dimora dei reali e fu adibito a uso esclusivamente militare e di prigionia.
Gli ultimi restauri ebbero luogo nel 1975 dopo un lungo periodo di abbandono e oggi è sede di convegni, meeting e manifestazioni artistico-culturali.

Martina Iuliano
Ivan Leonello
Paolo Tedesco

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