Nel castello pavese, inoltre, rimasero sia la biblioteca ducale, che l’armeria. Qui vissero fino al 1495 Gian Galeazzo Maria e la sua consorte Isabella D’Aragona, dove crearono una corte brillante. All’interno del castello, più precisamente nell’ala sud-ovest, era conservata la grande biblioteca privata dei duchi di Milano, che nel 1499 raccoglieva oltre 900 codici miniati. La biblioteca fu poi trasportata nel 1500 in Francia dal re Luigi XII nella biblioteca nazionale di Francia, dove ancora oggi si conservano circa 400 di quei volumi, mentre altri volumi finirono in altre biblioteche italiane, europee e negli Stati Uniti. Il castello fu anche teatro della battaglia, che si combatté nel 1525, contro l’avanzata francese. In età napoleonica fu riaperta e ingrandita la fonderia e il castello divenne l’arsenale d’artiglieria del Regno Italico, funzione che mantenne fino al 1814, quando la fonderia venne poi definitivamente chiusa.

Sonia Barone

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