Se vogliamo perderci nei pensieri, oppure passare qualche ora in tranquillità, le occasioni non mancano, basta muoversi fuori dal centro abitato per scoprire tanti luoghi di forte interesse turistico.

Appena usciti dal centro abitato, possiamo recarci presso la zona del Montefano, dove è presente il Monastero di San Silvestro. Edificato intorno al XIII secolo, è abitato da frati dell’ordine benedettino e silvestrino. Non tutti sanno che San Silvestro Guzzolini è originario di Osimo e che, nel corso della sua vita, si è fermato stabilmente dove sorge ora il monastero. Non tanto distante dal monastero, si trova la frazione di Valleremita.

Perdersi tra i sentieri dei boschi della zona è rigenerante per il corpo e lo spirito. In uno di questi è nascosto l’Eremo di Santa Maria in Valdisasso, importate luogo di origine francescana. Nella chiesa del convento troviamo una copia del polittico di Valle Romita (opera del Gentile da Fabriano). L’originale è conservata presso la pinacoteca di Brera a Milano.

Vicino Valleremita, nella zona di Camporege, si trova una piccola chiesetta (ormai chiusa), dedicata a San Francesco. Pare che erano presenti le spoglie di Chiavello Chiavelli e di sua moglie Livia, Signori di Fabriano.

La campagna fabrianese è aspra, brulla, ma offre dei panorami fantastici. Nella strada che congiunge Fabriano a Sassoferrato, verso metà mattina e verso il tramonto, i colori che possiamo vedere, dal verde al marrone delle campagne, dal blu dell’acqua e del cielo e dai riflessi vivaci dal giallo al rosso del Sole, sono qualcosa di unico.

L’importanza delle frazioni di Fabriano e dell’entroterra circostante è che possiamo trovare piccoli tesori, anche nascosti. Esiste un paesino, a poco più di 10 km dal centro città che è una sorta di enorme tela a cielo aperto. Famoso per i suoi murales, la frazione di Cacciano è un piccolo borgo immerso nella campagna fabrianese, in direzione sud. Ogni sua via è ricoperta da opere disegnate da vari artisti che, dal 2009, abbelliscono le pareti di ogni edificio.

In direzione Ancona, alle pendici del massiccio del Monte San Vicino, si ergono le frazioni di Castelletta, Poggio San Romualdo (conosciuta dai fabrianesi anche col nome di Porcarella) e, al confine del comune, aldilà delle montagne, la frazione con il castello di Precicchie, incastonato su un promontorio roccioso, durante l’estate è sede di un importante premio cinematografico, il Premio Castello di Precicchie, che ospita anche artisti dal calibro internazionale.

Nell’adiacente comune di Genga, nascosto tra la gola di Frasassi, si trova un tempietto incastonato nella roccia. Fatto costruire nel 1828 per volere di Papa Leone XII (che era originario di Genga) è conosciuto a tutti come il tempio del Valadier, l’architetto che lo disegnò. Per arrivarci bisogna percorrere a piedi una stradina in salita di quasi 1 km. Data la notevole pendenza è un po’ faticosa ma, una volta arrivati, il panorama che si scorge è meraviglioso. Tradizionale è anche il presepe vivente che viene fatto nel tragitto verso il tempio.

Castelletta è un bellissimo borgo incastonato nella roccia dove è possibile fare lunghe passeggiate sul Monte Revellone o fare una sosta per un picnic nell’apposita zona dedicata.

Poggio San Romualdo è la frazione più in alto di Fabriano (a quasi mille metri di altezza). Respirare aria buona e divertirsi all’aria aperta è quasi d’obbligo.

Leonardo Ciabocco
Lorenzo Argalia
Leonardo Ciabocco

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