DESCRIZIONE

A caratterizzare fortemente buona parte dei Monti delle Madonie è un fenomeno detto carsismo, cioè un processo di degradazione di tipo chimico dovuta alle acque meteoriche che, dissolvendo le rocce calcaree, danno vita a particolari morfologie sulla superficie e nel sottosuolo, formando grotte, abissi, pozzi, doline, valli cieche, inghiottitoi e tante altre forme di dimensioni minori.

Sentiero consigliato: Sentiero Geologico 1

Il complesso di Piano Battaglia – Piano Battaglietta è descritto come un Polje, una forma carsica che può raggiungere svariati km e caratterizzata da un fondo piatto circondato da versanti ripidi. Il Polje presenta inoltre una sella, una zona maggiormente elevata che separa le aree sub-pianeggianti. Ognuna delle due aree presenta un inghiottitoio, struttura che si sviluppa dalla superficie verso il sottosuolo e che garantisce il drenaggio preferenziale delle acque. Gli inghiottitoi sono frutto dell’erosione chimica subita dalle rocce. Il loro sviluppo sotterraneo è spesso di svariate decine di km e fa parte del delicato sistema idrogeologico.

A una scala di dettaglio maggiore, il fondo piatto di Piano Battaglia è in verità tutt’altro che pianeggiante. Sono presenti, infatti, molteplici aree depresse dalla forma sub-circolare che assumono il nome di doline. Queste forme, anch’esse di origine carsica, sono dovute all’erosione chimica delle rocce sottostanti e che provoca quindi dei cedimenti nelle coperture sovrastanti. I terreni di copertura sui quali si cammina sono costituiti da materiali e rocce meno permeabili di quelle carbonatiche dei versanti circostanti. Questo fenomeno consente la formazione, talvolta, di laghetti effimeri all’interno delle doline.

Mentre attraversiamo il fondo di Piano Battaglia, le rocce circostanti ci raccontano la loro storia, grazie alla presenza di coralli fossili di epoca Giurassica. Ci mostrano, inoltre, i segni di un carsismo attivo con forme quali karren, mini-karren e vaschette carsiche.

Usciti dal Polje, ci s’immette per pochi metri sulla SP54, per poi addentrarsi sulla sinistra in un fitto boschetto attraverso un sentiero che dopo circa 100 m giunge a Portella Arena. Uscendo dal boschetto si possono osservare le alte guglie dell’anfiteatro naturale della Quacella. Attraversando un breve tratto su depositi detritici si entra nuovamente in un boschetto, nel quale seguendo un sentiero vi condurrà a piano Trifoglio. Si tratta di un pianoro caratterizzato da domi di origine antropica e da una vegetazione costituita da arbusti e piante erbacee, andando così ad aggiungere un’ultima peculiarità a questo percorso, capace di regalare in poco spazio emozioni e spunti scientifici.

COAUTORI: Marco Pantina

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