Sono gole scavate per millenni dal fiume Fiastrone che, con la sua azione erosiva, ha determinato un ambiente unico al mondo, caratterizzato da alte pareti rosse e grigie strapiombanti, dove a tratti si toccano e che nascondono anfratti e grotte spesso usate dall’uomo. Per attraversare la gola occorre più volte guadare il fiume. Il luogo è reso ancor più suggestivo grazie al rumore del fiume che scorre e dal verde rigoglioso della vegetazione.

In alcuni tratti si è immersi nell’acqua freddissima fino alle ginocchia, in altri ci sono pozze dove è possibile fare il bagno.

Attualmente, a causa delle sollecitazioni geologiche dovute al terremoto dell’agosto 2016, l’escursione alle Gole del Fiastrone si può fare solo se accompagnati dalle guide del parco. Il divieto di accesso è stato esteso anche in caso di allerta meteo e a tutti i minori di 14 anni.

Proprio su una parete rocciosa sovrastante le Gole del Fiastrone, si trova la Grotta dei Frati, un complesso di tre grotte di origine carsica formatesi a seguito dell’erosione delle piogge e degli agenti atmosferici che hanno dato forma a questi angusti ambienti scavati nella montagna. Un luogo selvaggio e solitario, adatto alla vita contemplativa e di rinuncia.

Le Grotte sono chiamate “dei Frati” perché vi si stabilirono intorno all’anno mille una colonia di Benedettini prima e Francescani poi, dove vi eressero il loro povero “convento” e si ritirarono qui a pregare lontano da tutti. Il convento si sviluppava su due piani (sono ancora visibili le scale) ed arrivò ad ospitare fino a 16 frati.

A circa 10 metri dall’ingresso, i frati costruirono anche la Chiesa di Sant’Egidio, una piccola cappella in stile gotico ed a pianta quadrata, alta circa 2 metri e con volta a crociera divisa da quattro costoloni in cotto. L’origine del nome della chiesa deriva da un omonimo sperone di roccia che si staglia proprio di fronte alla grotte e su cui si dice che il frate eremita fosse solito sostare in meditazione e preghiera. Alla sinistra dell’ingresso potrete ammirare un altare in pietra e dei resti di mura che dovrebbero essere i residui di un corridoio, usato per mettere in comunicazione la grotta vicina, nella quale si trova un vasto ambiente dalla forma rettangolare, e delle piccole celle che quasi sicuramente fungevano da giaciglio ed alloggio per gli eremiti. Non mancava proprio nulla, infatti, avevano l’orto, la vigna, il frutteto e una sorgente d’acqua purissima, inoltre avevano costruito un lavatoio poco sotto la sorgente. La vasca d’acqua presente veniva usata per spegnere la calce.

La Grotta dei Frati è anche chiamata Grotta dei Partigiani visto che nell’ultimo conflitto mondiale al suo interno vi hanno trovato rifugio gli uomini della resistenza delle frazioni vicine.

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