“Cappadocia delle Marche”, “I camini delle fate” o il “Grand Canyon delle Marche”, così vengono chiamate anche Le Lame Rosse di Fiastra, uno dei luoghi più straordinari dei Monti Sibillini e non solo. Si presentano con formazioni a forma di pinnacoli e torri. Sono, in sostanza, una stratificazione di roccia priva della loro parte superficiale e dunque mostra il suo substrato di ferro più rossiccio. Gli agenti climatici, infatti, attraverso una lenta erosione lunga milioni di anni, hanno causato la perdita della parte calcarea della montagna, che si è frantumata e depositata sul terreno andando a creare un lungo ghiaione.

Nel lessico dialettale dell’area dei Monti Sibillini la “lama” sta a indicare una parete ripida e scivolosa della montagna, composta principalmente da detriti instabili.

L’itinerario, andata e ritorno, è lungo 7 chilometri e il dislivello è di 200 metri, quindi adatto alla maggior parte delle persone. Il tragitto inizia su una strada sterrata, ma poi prosegue quasi sempre lungo un piacevole sentiero all’ombra, all’interno di una lecceta. Salire e scendere sul ghiaione può risultare sufficientemente faticoso. Si consiglia l’uso di scarpe da trekking.

Per preservare questo luogo meraviglioso è sconsigliato risalire le piccole valli di ghiaia e arrampicarsi per non provocare ulteriori erosioni. Si tratta di un luogo molto fragile, presso cui anche i crolli non sono rari, dunque evitate si sostare a ridosso delle formazioni rocciose.

Romina Ruzzini
Elisa Musciano
Maurizio Trombetti

TORNA AL LAGO DI FIASTRA