I commercianti e banchieri che fallivano venivano incatenati alla colonna centrale della facciata del Palazzo per essere esposti al pubblico ludibrio e il loro banchi, presenti sulla pubblica via, venivano rotti con colpi di ascia a titolo di rivalsa e a scopo di  monito per tutti gli altri. Da qui deriva il termine “bancarotta”.

Sulla facciata lungo la via Castiglione si trova una lapide del XV secolo che elenca le esenzioni e i privilegi degli studenti dello “Studio”, quali libri, vitto, vestiario ecc.

Nel Palazzo della mercanzia, attuale Camera di Commercio, sono depositate e custodite le ricette originali di alcuni piatti della tradizione culinaria bolognese quali il ripieno dei tortellini, il ragù, il certosino, le lasagne verdi ed infine la ricetta e la misura della vera tagliatella bolognese.

Un po’ di magia ed esoterismo: i capitelli delle tre colonne sono ornati da elementi floreali, nello specifico con foglie di acanto che secondo una leggenda greca rappresenta l’immortalità. Tale pianta fu ripresa poi dall’architettura cristiana come simbolo della resurrezione, affermata con la presenza di volti umani tra il fogliame. Questo particolare elemento è riscontrabile nella prima colonna di destra, dove, corroso dal tempo, è ancora visibile un volto umano.

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