Nel borgo di Marechiaro un’attrazione molto particolare è il misterioso e antico Palazzo degli Spiriti. Il palazzo o Villa degli Spiriti (o Villarosa) è un’antica struttura d’epoca romana del I secolo a.C; è inserita nell’area marina protetta del parco archeologico di Pausilypon, valorizzato e promosso a partire dal 2009. Il palazzo fu scoperto per la prima volta nel 1840 dal regio ingegnere Guglielmo Bechi.

Questo è un luogo magico e misterioso e molte sono le leggende che alleggiano su di esso. Per chi non l’avesse mai visto, la villa si presenta come una struttura fatiscente priva d’interesse, per poi scoprire una storia che riporta alle antiche leggende legate al mondo marino di Neapolis. Il Palazzo degli Spiriti (da non confondere con la villa della Gaiola) resta l’unica traccia dell’antico Ninfeo fatto erigere dal liberto (ovvero schiavo ma agiato economicamente) Publio Pollione. Egli dopo aver servito in modo impeccabile l’Imperatore Augusto, decise di trascorrere gli ultimi anni della sua vita qui, per godere di un panorama esclusivo. A morte sua la villa sarà l’augusta dimora dell’imperatore romano.

Oltre la villa, Pollione fece costruire un Teatro, un Odeon, il Ninfeo e un articolato complesso termale tipico romano oltre a vasche per l’allevamento del pesce. Oggi sono visibili i resti archeologici di questo antico complesso, sopra e sotto la superficie marina, che tal volta fuoriescono a causa del fenomeno del bradisismo.

Quest’area un tempo era priva d’interesse, tant’è che dal XV al XVII secolo fu completamente abbandonata; con la venuta di Winckelmann, si alimenta il fascino per l’antichità e così tutti i nobili iniziarono ad interessarsi alla costa e a trasferire le loro bellissime dimore a Posillipo.

Secondo la leggenda popolare questa villa è abitata da spiriti e fantasmi antichi. Gli anziani e i marinai di Marechiaro ne sono i testimoni, alimentando così l’aura spettrale dell’antico rudere. A quanto pare, soprattutto di notte, c’è un’intesa attività attorno alla villa, tale che alcuni sostengono di sentire un dolce lamento e di vedere una figura che suona la cetra. Avvicinandosi, i barcaioli giurano di aver sentito versi di poesie in latino e i più sognatori ipotizzano che si tratti del fantasma del poeta-mago Virgilio. Sappiamo infatti dalle fonti, che proprio qui Virgilio realizzò la sua scuola per insegnare le arti magiche ai suoi allievi.

La leggenda metropolitana sostiene che le acque della Gaiola siano maledette a causa delle pozioni e dei filtri versati da Virgilio Mago, nella notte dei tempi. Insomma, una vera è propria esperienza surreale da fare almeno una volta nella vita.

Gennaro Iommelli
Fabiana Esposito
Veronica Carrasco

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