Opera dell’architetto Lucio Cocceio, originario di Cuma, collegava la villa privata alla zona flegrea. La galleria, però, è conosciuta con il nome di Seiano, prefetto all’epoca di Tiberio, che effettivamente lavorò qui, ma anni dopo; questa assegnazione risale al Cinquecento per opera dell’umanista Pontano, che erroneamente pensò che fosse da attribuire a lui.

Dimenticata nel corso degli anni, fu riscoperta nel 1840 in seguito a dei lavori stradali. Ferdinando II di Borbone volle quindi restaurarla, destando la curiosità di molti viaggiatori famosi dell’epoca; ciò che si vede, è frutto degli interventi fatti in quegli anni.

In origine il tunnel era più alto e più largo, e gli archi non esistevano (era concepito come una “strada” di passaggio dalla villa alla zona flegrea, non come un’opera estetica). Durante la seconda guerra mondiale fu utilizzata come rifugio dagli abitanti delle zone vicine e, pian piano, fu abbandonata a sé stessa, anche in seguito ai fenomeni di bradisismo; il recupero e la riapertura definitiva risalgono al 2009.

La lunghezza di 770 metri circa di cammino (non spaventatevi se non vedete subito la fine del tunnel, il terreno ha diverse pendenze, vi assicuro che si esce!), 3 cunicoli per la luce e l’areazione, tufo alle pareti: ecco come si presenta questo capolavoro d’ingegneria.

Gennaro Iommelli
Emanuele Mattei
Lucia Mulo
Lucia Mulo
Lucia Mulo

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