Publio Vedio Pollione apparteneva ad una ricca famiglia beneventana: figlio di un liberto, fu uno degli uomini più ricchi del suo tempo (I sec AC) e uomo fidato di Augusto. Aveva indiscutibilmente gusto, anche se pare fosse una persona dall’indubbia moralità, tanto da essere giudicato la persona più iniqua mai conosciuta da Cicerone.

Costruì questa meravigliosa villa d’ozio, lasciata poi in eredità all’imperatore Augusto quando morì (15 AC); fu quindi restaurata e abitata fino al IV sec DC.

Ciò che colpisce chi la visita è, oltre alla grandezza, il suo adattarsi al luogo: fu costruita nel pieno rispetto del paesaggio circostante, riuscendo ad inserirsi in maniera armoniosa in ciò che già esisteva.

La “pars publica” è ancora visibile (oltre ad essere funzionante, spesso in estate si organizzano spettacoli teatrali e concerti); è composta da 2 teatri, uno grande e uno piccolo (odeion).

La parte pubblica della villa prevedeva sicuramente un impianto termale (fu trovata infatti una fistula risalente al periodo di Adriano), così come, probabilmente, esisteva un ninfeo nei pressi del teatro grande.

Sono visibili alcune sale con resti di affreschi e pavimenti in marmo, ma c’è da dire che in seguito al bradisismo molto è andato perduto o sprofondato; vengono organizzate, infatti, visite che permettono di vedere ciò che ora è sommerso, come ad esempio il porto di questa maestosa villa.

Serena Fiorentino

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