Il parco si estende dal Borgo di Marechiaro fino alla Baia di Trentaremi, coprendo così un’area di 42 ettari di mare. Quest’area è stata istituita congiuntamente nel 2002 dal Ministero dei Beni Culturali col Ministero dell’Ambiente.

Di grande richiamo turistico, il mondo sommerso del parco è possibile visitarlo attraverso un servizio di acqua tour con delle imbarcazioni dotate di visione subacquea, oppure privatamente con pinne e boccaglio, sub per i più esperti mentre snorkeling per i dilettanti.

La domanda a questo punto è la seguente: cosa è possibile osservare sui fondali del parco sommerso di Gaiola?

A causa del lento bradisismo, fenomeno che porta a un lento sprofondamento della crosta terrestre, è possibile intravedere i resti di porti, peschiere e ninfei. La maggior parte di essi sono ricollegabili alla Villa Imperiale Pausilypon.

A decorare il fondale non ci sono solo manufatti di epoche che furono, c’è, infatti, un aspetto che rende questo luogo ancora più affascinante: stiamo parlando della biodiversità della fauna e flora marina. Numerose comunità biologiche si sono insediate in queste acque, grazie all’estrema complessità geomorfologica dei fondali e alla vivificazione perpetua delle acque dell’arcipelago.

Francesca Fusco

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