Basilica di Santa Croce a Lecce

L'emblema del Barocco Leccese in tutta la sua bellezza
Via Umberto I, 1
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DESCRIZIONE GENERALE

La Basilica di Santa Croce viene considerata l’emblema del Barocco Leccese. Ritenuta una tra le chiese più importanti di Lecce trova origine tra i resti dell’antico tempio e monastero risalenti al XIV secolo. Le opere per la costruzione della chiesa iniziarono nel 1549 per volontà dei padri Celestini. Ci vollero 150 anni di lavori per portare a termine questo bellissimo tempio.

Il progetto originario è riconducibile all’artista Gabriele Riccardi che creò la struttura della basilica e portò a termine pure la parte inferiore della facciata, in chiaro stile classico. La parete è infatti impreziosita da sei colonne con capitelli zoomorfi. Nel 1606 il Riccardi venne rimpiazzato da Francesco Antonio Zimbalo che arricchì la chiesa con i tre portali, riservando maggiore attenzione a quello maggiore, affiancandolo con due coppie di colonne binate e posizionando gli stemmi di Filippo III di Spagna, di Gualtiero VI di Brienne e di Maria d’Enghien. Sulle altre due porte laterali troverete, invece, gli stemmi dell’Ordine dei Celestini e di Santa Croce. La stupenda parte superiore della facciata è opera di un terzo progettista, Cesare Penna, che decise di costruire una balconata sorretta da dei mensoloni che hanno sembianze di animali e uomini, con l’intento di richiamare la famosa guerra di Lepanto. Quello che, invece, vi lascerà di stucco è il maestoso rosone, composto da elementi decorativi, come cherubini, gigli e melagrane. Fu realizzato nel 1646, come si può intuire osservando i due leoni che reggono i cartigli coi numeri 16 e 46.

Una volta varcata l’entrata verrete accolti dalla tipica pianta a croce latina, composta da tre navate e le loro 12 colonne. Quest’ultime presentano i volti dei dodici apostoli, oltre ai capitelli decorati con motivi di foglie e frutta. Proseguendo vi troverete delle colonne binate con i simboli degli evangelisti che sorreggono una splendida cupola, ornata con angeli, festoni di foglie d’acanto e motivi di frutta.

La basilica è impreziosita da ben 17 altari in stile barocco. Tra i quali meritano particolare attenzione l’altare Sant’Oronzo e quello di San Francesco.

La Basilica venne curata dai Celestini fino al 1807, anno in cui Giuseppe Bonaparte decise di sopprimere gli ordini monastici sparsi nel Regno di Napoli. La proprietà divenne, dunque, statale e sede di uffici pubblici. Dal 1833 la chiesa fu affidata alla Confraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini.

 

FOTO DELLA COMMUNITY:

  • Daniele Garrisi
  • Mario de Donno

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