Castel Sant’Elmo

Un castello con un punto panoramico che vale sicuramente la pena di visitare!
Via Tito Angelini, 20/A
Portami qui

BREVE PRESENTAZIONE

Si erge con tutta la sua imponenza sulla collina del Vomero, a circa 250 metri sul livello del mare. Fu costruito qui proprio per la posizione strategica della zona: in alto si era lontani dagli attacchi e si riusciva a tenere sotto controllo tuta l’area circostante.

 

DESCRIZIONE GENERALE

La storia racconta che nel X secolo c’era in questa zona una cappella dedicata a Sant’Erasmo (da Erasmo si passa a Eramo, poi Ermo, infine Elmo); in epoca normanna si aggiunse una torre d’osservazione, ribattezzata poi “Belforte” da Carlo d’Angiò nel 1275. Per divenire un castello a tutti gli effetti bisogna arrivare al 1329: re Roberto d’Angiò, soprannominato “il saggio”, si rivolse al reggente della curia Giovanni de Haya affinché si potesse realizzare la costruzione di un “palatium”. Il senese Tino di Camaino (già molto attivo a Napoli, specie nella realizzazione di monumenti sepolcrali in chiese della città) fu l’architetto designato.

Quasi cento anni dopo, esattamente nel 1416, fu acquistato da Alfonso d’Aragona per la modica cifra di 15000 ducati.

In seguito ad una serie di bombardamenti, evento alquanto costante nel corso degli anni, si arriva finalmente al 1537: Don Pedro de Toledo fece restaurare il castello dall’architetto Spagnolo Luis Escrivà, nella forma che si vede ancora tutt’oggi. Rappresenta un unicum: è, infatti, una stella a sei punte, senza torrioni, con un fossato tutto intorno e un sistema di feritoie che permetteva la difesa da più angolazioni.

Il 12 dicembre 1587 un fulmine colpì la polveriera: vari ambienti all’interno andarono distrutti, 150 persone circa morirono. L’evento fu talmente catastrofico che anche alcune zone della città furono danneggiate dalle schegge. Fu quindi restaurato nuovamente, questa volta da Domenico Fontana.

Negli anni successivi il castello fu protagonista di eventi politici locali: Masaniello (1647) mandò il popolo a conquistarlo (senza esiti positivi), così come nel 1799 i sostenitori della neo Repubblica Partenopea se ne impadronirono, finendo poi per divenirne prigionieri. Prigioni appunto: questo fu il ruolo principale che ebbe (il filosofo Tommaso Campanella è uno dei tanti illustri incarcerati nel corso dei secoli) prima di divenire negli anni 80 del secolo scorso un museo.

Tra i vari castelli di Napoli, Castel Sant’Elmo è senza alcun dubbio il più panoramico; merita una visita non solo per ammirare la città da varie angolazioni, ma anche perché rappresenta infatti un esempio originale e ingegnoso di architettura militare cinquecentesca.

 

INGRESSO

Castel Sant’Elmo copre circa 60000 metri quadri, di cui 20000 coperti; per visitarlo, bisogna fare una piccola passeggiata in salita…

PER SAPERNE DI PIÙ SULL’INGRESSO

 

ESTERNO

Visitare Castel Sant’Elmo significa soprattutto godersi panorami strepitosi: dalle feritoie, dalle finestre, dai terrazzi, da ogni spiraglio di luce che entra, si ammira Napoli in tutta la sua bellezza…

PER SAPERNE DI PIÙ SULL’ESTERNO

 

INTERNO

Dal piazzale si può visitare la piccola chiesa di Sant’Erasmo, costruita nel 1547 dall’architetto spagnolo Pietro Prati e restaurata poi da Domenico Fontana dopo i danni ingenti provocati dal fulmine nel 1587…

PER SAPERNE DI PIÙ SULL’INTERNO

 

CURIOSITÀ

Nel 1781 Ferdinando IV di Borbone volle una rappresentazione cartacea del suo regno…

PER SAPERNE DI PIÙ SULLE CURIOSITÀ

 

AUTORE: Serena Fiorentino

 

FOTO DELLA COMMUNITY:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *