Fontana di Trevi

Tenetevi una monetina pronta per quando arriverete alla fontana, spesso i desideri si avverano!
Piazza di Trevi
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BREVE PRESENTAZIONE

Una, se non la più famosa fontana al mondo, quella di Trevi richiama milioni di turisti provenienti da tutto il mondo. La sua fama la deve probabilmente alle scene iconiche del cinema, come ad esempio in La dolce vita di Fellini, dove la bellissima Anita Ekberg si tuffa nella vasca, invitando poi Mastroianni a unirsi a lei.

 

DESCRIZIONE GENERALE

Il nome della fontana trae origine da un toponimo in voga nella seconda metà del XII secolo, ovvero regio Trivii, che si riferisce alla incrocio delle tre vie della piazza. Altre tesi invece sostengono che il nome derivi piuttosto dal triplice sbocco d’acqua della fontana originaria.

L’opera fu voluta da papa Clemente XII. Nell’anno 1732 indisse un concorso per la costruzione della fontana e a vincerlo fu l’architetto Nicola Salvi. Il termine dei lavori avvenne nel 1762 ad opera, però, di Giuseppe Pannini.

La fontana si presenta con un ampio bacino e un’importante scogliera ravvivata dalla rappresentazione scultorea di numerose piante e dal lento scrosciare dell’acqua. Al centro domina la statua di Oceano alla guida di un cocchio a forma di conchiglia, trainato dal cavallo iroso e dal cavallo placido, frenati da due tritoni. Troviamo anche due rilievi che ci rimandano alla leggenda della sorgente e all’acquedotto; troviamo, infatti, sulla destra la Vergine, che indica il punto esatto dove sorge l’acqua a dei soldati romani, mentre sulla sinistra c’è Agrippa, che dirige i lavori di costruzione dell’acquedotto. A completare il tutto troverete due figure allegoriche poste nelle nicchie laterlai, la Salubrità e l’Abbondanza, le quali esaltano gli effetti benefici della sorgente.

Forse in pochi sanno che ogni anno viene gettato nella fontana circa 1 milione e mezzo di euro. È però severamente vietato raccogliere le monete all’interno della vasca. Questa operazione viene effettuata con cadenza giornaliera dagli addetti alla sua manutenzione, che devolvono l’incasso alla Caritas. Dunque che si avveri o no il desiderio affidato all’acqua, il risultato è positivo. Un senzatetto avrà un riparo, un bisognoso avrà un pasto caldo.

 

COAUTORE: Claudio Cimmino

 

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