Gradara

Uno dei borghi più belli d'Italia con un castello che vi farà fare un salto nel passato!
Gradara
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BREVE PRESENTAZIONE

Della magnifica Gradara, inserito tra i borghi più belli d’Italia, ci si accorge ancor prima di arrivarci, quando dall’autostrada si scorge la bellezza di un castello leggendario, che con il colore ocra dei suoi mattoni, risalta sull’azzurro del cielo e il verde delle colline che dominano tutt’intorno.

 

DESCRIZIONE GENERALE

La Rocca, come anche viene chiamato il castello, è una delle strutture medioevali meglio conservate in Italia. Sorge su una collina a 142 metri sul livello del mare, mentre il torrione principale s’innalza per 30 metri dominando l’intera vallata. Inserito in una suggestiva scenografia, esso offre al visitatore memorie di secoli di storia. Ospitò le principali famiglie dell’epoca medioevale e rinascimentale: i Malatesta, gli Sforza, i Borgia e i Della Rovere, fu inoltre il teatro di grandi eventi storici e leggendari. Ma ciò che lo ha reso famoso è sicuramente la tormentata storia d’amore di Paolo e Francesca, i due giovani amanti ferocemente uccisi, citati anche da Dante nel canto V dell’Inferno, a cui ha fatto da cornice. Dopo aver attraversato il ponte levatoio, si viene catapultati in un’atmosfera di altri tempi, dominata da una quiete surreale. Un luogo incantato da cui non si può non restare affascinati, soprattutto quando si fa visita ai locali affacciati sul cortile. Qui, oltre alla Cappella Gentilizia, c’è la stanza delle torture con alcuni mezzi di tortura addirittura originali dell’epoca. Assolutamente da visitare, quindi, passo dopo passo, per scoprire misteri, segreti e storie che ancora oggi appassionano ed emozionano, lasciando i suoi visitatori a bocca aperta. E se di giorno la rocca è un gioiello, quando scende la notte lo spettacolo è mozzafiato. Il tratto della cinta muraria che consente una magnifica veduta panoramica illumina il borgo in cui il castello è incastonato. I camminanti di ronda oggi, però, sono percorribili per un solo tratto, ma permettono di ammirare la struttura delle mura con le sue feritoie e la merlatura.

 

AUTRICE: Rosita Marcantoni

 

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