Maschio Angioino

Un simbolo della città, meraviglioso fuori, spettacolare fuori!
Via Vittorio Emanuele III, Napoli
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BREVE PRESENTAZIONE

Il monumento simbolo della città di Napoli è certamente Castel Nuovo, noto a tutti col nome di Maschio Angioino. Il castello si trova nei pressi di Piazza Municipio, vicinissimo al Molo Beverello, principale collegamento con le isole di Capri, Ischia e Procida e non lontano dalle altre principali attrazioni turistiche di questa zona della città come il Teatro San Carlo, il Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito, Galleria Umberto I e Via Toledo.

L’antica regia sin dalla sua costruzione, sotto gli angioini e con maggiore forza dopo gli interventi aragonesi, s’impose sul paesaggio cittadino, specie se vista dal mare. Questo luogo, che sembra immutato nei secoli, oggi ospita il Museo Civico della città di Napoli ed è la sede della Società di Storia Patria e del Comitato di Napoli dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano.

 

DESCRIZIONE GENERALE

Nel 1266 Carlo I d’Angiò scaccia il dominio svevo e conquista Napoli che viene nominata capitale del regno di Sicilia sostituendosi a Palermo. È allora che il sovrano decide di costruire una regia degna di questo nome per celebrare il nuovo ruolo conferito alla città di Partenope. Nel 1279 l’architetto Pierre de Chaule inizia i lavori e in soli tre anni venne eretto un nuovo castello in sostituzione di Castel Capuano, allora sede del potere centrale, e di Castel dell’Ovo che fungeva da bastione difensivo vista la posizione sul mare, ma ormai considerato obsoleto. Da qui, la denominazione di Castel Nuovo proprio per distinguerlo dai due di costruzione più antica. La regia passa però alla storia col nome di Maschio Angioino in riferimento alle torri difensive, in gergo architettonico i ‘masti’ o ‘maschi’ e chiaramente ‘Angioino’ per i suoi fondatori.

Le sorti del Castel Nuovo mutano radicalmente quando Alfonso V d’Aragona (Alfonso I Rex utriusque Sicilae) conquista Napoli nel 1442, compiendo poi un trionfale ingresso all’antica nel 1443, ricordato e celebrato in un bellissimo rilievo al centro dell’arco di ingresso del castello. Si devono proprio al dominio aragonese numerosi rifacimenti della regia: le antiche torri angioine a base quadrata vennero sostituite da cinque torri cilindriche dall’aspetto monumentale con enormi basamenti scanalati che conferiscono all’edificio il carattere di fortezza. Presenta una pianta irregolare trapezoidale che accoglie diversi ambienti intorno ad una corte rettangolare.

Tra gli ambienti più particolari del castello c’è sicuramente la Sala del Trono nota col nome di Sala dei Baroni. Qui, nel 1487, accade un tragico evento la cosiddetta Congiura dei Baroni. I baroni locali si allearono contro il re Ferrante I d’Aragona, il quale tuttavia, resosi conto di tale complotto, li invitò a corte con il pretesto di una festa e, proprio in questa sala, ne ordinò la condanna a morte. Questo ambiente suscita molto fascino, non solo per gli eventi storici che ha ospitato, ma anche per lo straordinario soffitto a volta stellare progettato dallo spagnolo Guglielmo Sagrera nell’ambito dei lavori indetti da Alfonso e proseguiti sotto Ferrante.

Tra gli spazi superstiti di fondazione Angioina abbiamo la Cappella Palatina, di cui si conservano resti di affreschi di mano di Giotto realizzati nel ‘300, oltre che un fantastico rosone in stile gotico visibile dalla facciata del cortile.

 

DETTAGLI DELL’ARCO

Ad addolcire questa architettura costruita con pietre locali, quali il tufo giallo e il piperno, che conferiscono all’insieme un aspetto militare, è l’arco di ingresso in candido marmo…

PER SAPERNE DI PIÙ SUI DETTAGLI DELL’ARCO

 

AUTRICE: Susi Mastracchio

 

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