Piazza del Plebiscito

Una piazza simbolo di Napoli e della Penisola intera. Immancabile tappa nel vostro tour per Napoli!
Piazza del Plebiscito
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BREVE PRESENTAZIONE

Piazza del Plebiscito, situata poco distante dal mare, è uno dei simboli della città partenopea. Rappresenta fin dalla sua costruzione un luogo di attrazione e di rappresentanza, di feste regali e popolari, di grandi comizi politici e di manifestazioni. La planimetria della Piazza è inusuale: di forma semicircolare, in prossimità della Basilica di San Francesco di Paola, e di forma rettangolare, all’estremità con Palazzo Reale.

 

DESCRIZIONE GENERALE

Questo enorme spazio pubblico, dapprima extramuraneo e poi centrale per la Napoli cinque-settecentesca, non ha mai avuto un progetto unitario, ma si è sviluppato seguendo le modifiche urbanistiche e le successive costruzioni della città.  L’attuale nome Piazza del Plebiscito risale dal plebiscito con cui Napoli nel 1860 ratificò la propria annessione al Regno dei Savoia.

Le sue origini risalgono alla prima metà del Seicento, quando il Viceré spagnolo Fernando Ruiz de Castro decise di costruire, in continuità con il Palazzo Vecchio di Don Pedro de Toledo e Zuniga, la nuova residenza, su progetto dell’architetto Domenico Fontana. All’epoca l’attuale piazza era conosciuta con il nome di Largo di Palazzo.

Si trattava di uno spiazzo irregolare, privo di pavimentazione, dove si svolgevano le feste popolari, i cortei, le corride di tori e gli spettacoli pubblici, caratterizzato anche dalla presenza di alcuni edifici religiosi, oggi non più esistenti, ma di cui si conserva memoria nelle fonti della periegetica napoletana, come la chiesa di San Luigi e i conventi di Santa Croce e della Trinità.

Con l’arrivo a Napoli nel 1683 del Viceré spagnolo Don Gaspar De Haro y Guzmán s’iniziò man mano ad assumere un atteggiamento diverso, volto ad organizzare le feste solo per esaltarne la bellezza degli edifici. Questo concetto fu poi ripreso con la politica adottata da Carlo di Borbone che utilizzava l’arma della bellezza e dell’arte per portare Napoli al suo massimo splendore. Le prime trasformazioni della Piazza si ebbero nel 1809 quando il Consiglio degli Edifici Civili bandì un concorso per la costruzione del Gran Foro, vinto dagli architetti Leopoldo Laperuta e Antonio De Simone, che prevedeva, oltre la demolizione dei già citati edifici religiosi, la realizzazione di un’aerea semiellittica caratterizzata al centro da un grande edificio pubblico di forma circolare destinato alle assemblee popolari e a sud da Palazzo Acton usato come residenze dei ministri di Stato. Per esigenze di simmetria fu poi avviata sul lato opposto la costruzione di un edificio identico che sarebbe stato adibito a sede dei Ministri degli Esteri e della Foresteria. Così da Largo di Palazzo si passò alla denominazione di Gran Foro Gioacchino, dal nome del re Murat. Con la sconfitta nel 1815 a Tolentino di Gioacchino Murat i lavori furono sospesi e ripresero, seppure in parte modificando il progetto iniziale seguendo le esigenze della monarchia borbonica, con l’arrivo di Ferdinando IV, il quale affidò i lavori all’architetto Pietro Bianchi che trasformò il laico edificio centrale in un tempio dedicato a San Francesco di Paola.

Negli anni ’60 del secolo scorso il Consiglio Comunale, per far fronte all’incremento di auto che si registrò per il boom economico, adibì la Piazza in un grande parcheggio pubblico e solo nel 1994, in occasione del vertice G7, si decise di chiuderla al traffico e renderla completamente pedonale.
Oggi Piazza del Plebiscito si presenta come uno spazio enorme, circondata dalle più belle architetture della città: Palazzo Reale, la Basilica di San Francesco di Paola, il Palazzo della Prefettura e il Palazzo Salerno.

 

LE STATUE

Al centro della piazza si possono ammirare le due statue equestri in bronzo di Carlo III di Borbone e di suo figlio Ferdinando I…

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LE INSTALLAZIONI

Piazza del Plebiscito funge anche da sfondo per le installazioni di opere d’arte…

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CURIOSITÀ

Una delle curiosità legate a questo luogo è la famosa passeggiata concessa dalla regina Margherita ai suoi prigionieri…

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AUTRICE: Roberta Marino

 

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