Piazza Santo Stefano e le sette chiese

Un fantastico spiazzo con ben sette chiese, assolutamente da vistare!
Piazza Santo Stefano, Bologna
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BREVE PRESENTAZIONE

Piazza Santo Stefano è sicuramente uno dei luoghi più belli e simbolici di Bologna. È comunemente denominata piazza, ma in effetti si tratta di uno slargo di forma triangolare dell’omonima via sulla quale si affacciano diversi palazzi nobiliari. Tra questi vale la pena di ricordare il Palazzo senatorio rinascimentale Salina Amorini Bolognini, sulla cui facciata si possono ammirare in successione una serie di teste in cotto. Palazzo Corte Isolani con suo imponente porticato, che attraverso un passaggio coperto fatto di cortili, scalette e atri, su cui si affacciano bar, negozi e ristoranti, collega la piazza a Strada Maggiore, importante arteria del centro storico di Bologna. Le Case Beccadelli, Bovi Tacconi, bellissimi edifici mercantili del XV secolo. Di grande impatto visivo a chiudere la piazza la Basilica di Santo Stefano, conosciuta anche come complesso delle Sette Chiese, in stile paleocristiano, romanico, gotico. La costruzione del complesso risale a tempi molto antichi a partire dal IV secolo.

 

DESCRIZIONE GENERALE

Nel 1300 al centro della piazza era presente un’enorme quercia, poi abbattuta, incorniciata da altri alberi e panche. Qui si riunivano ad ogni ora del giorno e della notte i bolognesi per discutere di politica, di affari e della vita cittadina. La Basilica di Santo Stefano, oltre ad essere uno dei luoghi più antichi della città è sicuramente uno dei più suggestivi. Il suo impianto è molto antico, venne infatti edificata dove sorgeva un antichissimo tempio di Iside. Il Vescovo Petronio volle trasformare il tempio pagano, intitolato alla dea, in una basilica che ricalcasse in tutto e per tutto il Santo Sepolcro e i luoghi della passione di Cristo; una storia molto affascinante e avvincente. In origine le sette chiese erano: del Crocifisso di origine Longobarda, dei Santi Vitale e Agricola, di San Giovanni Evangelista, del Santo Sepolcro, dei Confessi, della Santissima Trinità e dell’Atrio. Delle sette chiese originarie sono rimaste visitabili la chiesa del Crocifisso, del Santo Sepolcro, dei Santi Vitale e Agricola, la chiesa della Trinità, il cortile di collegamento chiamato “Cortile di Pilato”, il chiostro dei Benedettini e il museo di Santo Stefano.

Il complesso racchiude molte storie, segreti, curiosità, misteri, opere d’arte, qualche esempio: nella chiesa del crocifisso è presente una colonna portata da Petronio di ritorno dalla Terra Santa di altezza esattamente pari a quella di Gesù. Un’altra colonna, di marmo cipollino nero di origine africana e di epoca romana, rappresenta la colonna dove Cristo venne flagellato e, come si legge in un cartiglio, garantiva 200 anni di indulgenza a chiunque visitasse questo luogo. Il Santo Sepolcro di Cristo, la cui piccola porta viene aperta una volta l’anno, dopo la celebrazione della Messa di mezzanotte di Pasqua, alla presenza dei Cavalieri del Santo Sepolcro, è stato edificato dove originariamente sorgeva il tempio di Iside. La fonte presente nel vecchio tempio venne riconsacrata con le acque del Giordano. All’interno del complesso possiamo ammirare un presepe ligneo tra i più antichi del mondo. Nel Chiostro medievale si possono scorgere diversi capitelli di foggia mostruosa, che sembra abbiano ispirato alcune parti del Purgatorio di un giovane Dante Alighieri, studente a Bologna. Ci sono molte altre particolarità da scoprire, sia all’interno che all’esterno del complesso, non ultima la Gerusalemme in miniatura costruita nel circondario del complesso, dove i cavalieri templari, molto attivi a Bologna, lasciarono il loro “segno”.

 

AUTRICE: Antonella Carobbio

 

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