Teatro Massimo

Il più grande d'Italia e un vero gioiello del capoluogo!
Piazza Verdi
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BREVE PRESENTAZIONE

Il teatro Massimo è il più grande in Italia e il terzo in Europa; l’intera sala, compresi palchi e loggione, poteva contenere fino a 3.000 spettatori. Sul soffitto si trova la cosiddetta “Ruota simbolica”, composta da undici pannelli dipinti, raffiguranti “il trionfo della musica”, i quali si muovono attraverso dei meccanismi, consentendo la ventilazione della sala. I dipinti vennero realizzati da R. Lentini, E. De Maria Bergler, M. Cortegiani e L. Di Giovanni.

 

DESCRIZIONE GENERALE

Per consentire i lavori di costruzione del teatro, intorno alla seconda metà dell’Ottocento, vennero demoliti la Chiesa di San Francesco delle Stimmate e il monastero delle Clarisse; a loro memoria rimangono alcuni stucchi di Giacomo Serpotta, oggi custoditi all’interno dell’Oratorio dei Bianchi, nel quartiere della Kalsa, a pochi passi dallo Spasimo.

Il Palco Reale, decorato da F. Padovano, si presenta rivestito in mogano e arredato con divani e poltrone di broccato rosso, con un lampadario di murano e specchi alle pareti; inoltre, sulle porte d’ingresso è presente lo stemma sabaudo.

Il sipario con la scena di “Ruggero che si avvia all’incoronazione” è opera di G. Sciuti.

Sala Onu – Questa sala deve il suo nome alla Conferenza Mondiale dell’ONU sulla criminalità, che si tenne nel 2000. L’ambiente è circondato da un loggiato circolare, sorretto da 14 colonne in legno di ciliegio con capitelli in stile corinzio.

Sala Pompeiana – Anche questa sala è di forma circolare e presenta degli affreschi di G. Enea, che ricordano il Tempio di Vesta a Tivoli. La sua particolarità è data dal 7 e i suoi multipli, infatti troviamo 14 porte che si aprono sulla sala, 28 medaglioni raffiguranti teste maschili e femminili, 14 spicchi rappresentano figure allegoriche ed un lucernaio suddiviso in 7 spicchi. Tra i vari riferimenti simbolici, il numero 7 riporta alle note musicali e alle corde della lira.

Sala degli Stemmi – La sala è caratterizzata da un colore rosso, con affreschi e finestre lungo le pareti, di forma rettangolare, e stemmi delle famiglie nobiliari siciliane; ricorda un tradizionale salone delle feste ottocentesco.

Foyer – Questo ambiente di forma rettangolare, custodisce al suo interno alcune sculture, due candelabri bronzei con puttini e un busto, anche questo in bronzo, realizzato dallo scultore Antonio Ugo, raffigurante Giovan Battista Basile. Attraverso le due porte laterali si accede alla Sala del Caffè.

 

AUTRICE: Laura Lauricella

 

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