Lungo la “strettola” di San Gregorio Armeno sono disposte le antiche botteghe dei maestri dell’arte presepiale che espongono all’esterno, sulle tipiche bancarelle napoletane, tantissime statuine di terracotta e varie “cianfrusaglie” contro il malocchio. Nel periodo natalizio è quasi impossibile camminare per San Gregorio Armeno: qui una folla di napoletani e turisti provenienti da tutta Italia, e non solo, invade questa stradina alla scoperta dei souvenir più caratteristici da portare via.

La tradizione presepiale ha origini antiche. Essa deriva da un’usanza greca, in quanto nella stradina di San Gregorio esisteva un tempio dedicato alla divinità di Cecere, alla quale i cittadini dedicavano come ex-voto delle piccole statuine in terracotta.

La prima raffigurazione di presepe risale al 1025 e raffigurava la classica scena della Natività; nel XVII secolo l’arte presepiale si rinnova con l’introduzione di scene di vita quotidiana, fino ad arrivare alla fine del Settecento, quando il presepe napoletano visse il suo periodo d’oro.

Il presepe a Napoli è una tradizione che va rispettata, oggi un connubio tra tradizione e innovazione, poiché insieme alle originali statuette in serie della scena presepiale, compaiono, da qualche anno, quelle dai tratti grotteschi delle star dello spettacolo, dello sport, del mondo politico e così via.

Il presepe napoletano è ricco di simbolismo sia per i personaggi sia per gli oggetti. Il paesaggio di sughero, ad esempio, è montuoso e pieno di sentieri tortuosi con pastori che scendono verso la grotta e questo simboleggia la discesa nelle tenebre (appunto i sentieri tortuosi) prima di raggiungere la luce e cioè la nascita di Gesù Bambino. Le lavandaie, invece, rappresentano coloro che prestano aiuto alla Vergine e, ancora, i venditori di cibo di solito sono dodici perché sono l’allegoria dei mesi dell’anno.

Tipico delle botteghe presepiali di San Gregorio è il corno napoletano, o curniciello, da portare sempre con sé contro ogni malocchio. Simbolo della tradizionale popolare napoletana, il corno deve essere rigorosamente rosso e soprattutto deve essere regalato in quanto si pensa che la fortuna non si possa compra.

Roberta Marino
Roberta Marino
Roberta Marino

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