TEMPIO DI GIUNONE

Questo tempio, di ordine dorico, sorge sullo sperone roccioso più elevato della collina dei Templi, presso l’estremità est, dà inoltre il nome ad una rotatoria che si trova ai piedi del parco Archeologico, quest’ultima raffigurante il καρκινος, ossia il granchio simbolo dell’antica Ἀκράγας.
L’edificio presenta 4 gradini e 25 colonne, fu distrutto durante il saccheggio ad opera dei Cartaginesi nel 406 a.C. ma venne restaurato in età romana.

 

TEMPIO DELLA CONCORDIA

È uno dei Templi meglio conservati all’interno del parco archeologico, dedicato alla “Concordia degli Agrigentini”.
L’edificio, sempre di ordine dorico, presenta 4 gradini su cui poggiano in totale 34 colonne.
Nel VI secolo d.C. fu utilizzato come basilica cristiana a tre navate, dedicato ai santi apostoli Pietro e Paolo.
Sempre nella stessa cornice che ospita il tempio della Concordia si trova una scultura bronzea, donata nel 2011 dallo scultore polacco Igor Mitoraj, raffigurante Icaro alato.

 

TEMPIO DI ERCOLE

È il più antico tra i templi custoditi all’interno del parco archeologico, risale infatti al VI secolo a.C. Anche questo edificio è in ordine dorico, presenta un basamento di 3 gradini su cui poggiano 8 colonne.
Il tempio per come lo possiamo ammirare oggi è frutto di un restauro della eseguito tra il 1922 e il 1924.
Accanto al Tempio di Ercole si trova inoltre Villa Aurea, fu dimora di sir. Alexander Hardcastle, capitano dell’esercito britannico di nobili origini. Si può visitare il giardino in cui è ubicata la villa.

 

TEMPIO DI GIOVE OLIMPICO E TEMPIO DI CASTORE E POLLUCE

Un piccolo ponte collega i precedenti templi a un’altro settore della Valle dove si trovano i templi sopra citati e il giardino della Kolymbethra.
Il tempio di Giove Olimpico era il più maestoso presente nella Valle dei Templi, fu costruito dopo la vittoria di Imera ma tuttavia non fu mai completato.
L’edificio presentava un basamento di 5 gradini, era circondato da colonne alte 17 metri, la sua trabeazione era sorretta dai Telamoni, giganti alti circa otto metri (oggi raffigurati nello stemma della città di Agrigento).
A causa di un terremoto il tempio crollò, oggi rimangono alcune rovine del tempio( parte di queste sono state impiegate per la realizzazione dei moli del porto della Marina di Girgenti, oggi comune autonomo chiamato Porto Empedocle) e uno dei Telamoni (un altro è custodito all’interno dell’attiguo museo archeologico Pietro Griffo).

Il tempio di Castore e Polluce( detto anche tempio dei Dioscuri) fu eretto nel V. secolo a.C. e presentava 34 colonne, fu successivamente gravemente danneggiato dal saccheggio dei Cartaginesi e dai terremoti. Al giorno d’oggi è possibile ammirare soltanto quattro delle colonne originarie.

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